Ue!

Unione europea: tra no-euro, eurobond e una difficile collocazione politica
a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z

L’Unione europea è uno dei temi al centro della politica italiana del 2014 con le elezioni per il Parlamento di Strasburgo e a seguire il semestre di presidenza italiana dell’UE. L’Italia è sempre stata un paese europeista, secondo forse solo alla Spagna, ma senza particolare entusiasmo. L’Europa è stato un ancoraggio, un riferimento per fare quelle riforme che non si riusciva a far passare senza un’“imposizione” esterna. Ma l’Europa, e non dagli anni 2000, è diventata una “vecchia pantofola”, comoda e calda anche se ormai lisa e bucata.
L’entrata nell’euro ha rappresentato forse l’ultimo slancio europeista e sicuramente l’ultimo successo. L’insoddisfazione però cominciò a farsi strada con il cambio fisico delle monete nel 2002. La sensazione che l’Italia si fosse fatta fregare con il cambio 1936,27 lire per un euro, consentendo ai commercianti di cambiare i prezzi da mille lire a un euro, raddoppiando tra San Silvestro e Capodanno 2002, fu molto forte. Qualche arrotondamento sicuramente ci fu anche se i dati dell’inflazione mostrano
un valore (2,46%) sostanzialmente nella media di quel periodo.

Poi a metà del decennio scorso l’antieuropeismo passò un po’ di moda. Anche la Lega che agli albori tuonava contro Bruxelles si era fatta più prudente e anzi teorizzava che la Padania dovesse tenersi l’euro e il Sud dovesse uscirne. Però, la crisi economica, e soprattutto quella del debito sovrano e le risposte tentennanti da parte dell’Unione europea hanno fatto riemergere le antiche pulsioni. Il salto qualitativo nel dibattito italiano si è fatto con l’attacco frontale all’euro. Si cominciò con chi propose di fare come l’Islanda, scegliere il default pilotato e uscire dall’euro. Poi è stato un fiorire di pubblicazioni e discussioni soprattutto online. L’argomento è semplice: l’euro ha soffocato l’Italia favorendo la Germania.

La prova è che dall’adozione dell’euro l’Italia ha smesso di crescere mentre la Germania ha dominato. Un modello abbastanza statico che manca del controfattuale.

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