Messia

Gloria mediatica e speranze umane
a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z

Il fantoccio e il nano
[sulla teologia politica]

Nella prima delle sue Tesi di filosofia della storia, Walter Benjamin, prendendo spunto da una novella di Edgar Allan Poe, ci mostra due peculiari personaggi.

“Si dice che ci fosse un automa costruito in modo tale da rispondere, ad ogni mossa di un giocatore di scacchi, con una contromossa che gli assicurava la vittoria. Un fantoccio in veste da turco, con una pipa in bocca, sedeva di fronte alla scacchiera, poggiata su un’ampia tavola. Un sistema di specchi suscitava l’illusione che questa tavola fosse trasparente da tutte le parti. In realtà c’era accoccolato un nano gobbo, che era un asso nel gioco degli scacchi e che guidava per mezzo di fili la mano del burattino”.

Per Benjamin, il fantoccio si chiamava “materialismo storico” e il nano, piccolo e brutto e che nessuno doveva scorgere, “teologia”. Benjamin costruisce le sue Tesi e in generale il suo pensiero attraverso un singolare intreccio tra prospettiva storica e prospettiva religiosa, tra filosofia della storia e escatologia, tra lotte dei vinti e redenzioni messianiche.
Questo oscuro e potente intreccio tra politica e teologia ha, del resto, alimentato nel profondo la storia dell’Occidente. Ha costituito i paradigmi sui quali abbiamo edificato il nostro abitare tra terra e cielo, tra governo e regno. Ha innervato la costituzione delle nostre comunità anche nei tempi della loro secolarizzazione (nel sovrano moderno è possibile rintracciare una forte carica teologica, come ha appuntato Carl Schmitt). Non dovrebbe perciò sorprendere che questi fili profondi si possano rintracciare anche in fenomeni politici contemporanei, quali il grillismo in auge nell’Italia dei nostri giorni.

Questi fili possono essere rintracciati a partire proprio da quei due peculiari personaggi mostrati da Benjamin per personifi care le forze motrici della nostra storia: un fantoccio in veste da turco e un nano gobbo. Ma sulla scena contemporanea, sulla scena di un mondo che ha consumato il tempo moderno, capita di assistere a strani spettacoli. D’altronde, si sa, nel ripetersi, la storia cambia di segno e dopo essere stata tragedia si rivela farsa. Così oggi ci pare che quei fi li vengano intrecciati diversamente, che quei personaggi tentino di agire in un modo differente da quello delineato da Benjamin. Crediamo valga la pena provare a domandare cosa potrebbe accadere se il nano balzasse fuori da sotto il tavolo e si mettesse a ballare sopra di esso e se l’automa si defilasse e cercasse a sua volta di muovere i fili.

Questo testo è un abstract. Il testo completo di questo saggio è disponibile nel volume, in libreria dal 7 maggio 2014, per acquistarlo clicca qui.