Ideologia

a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z

Il concetto di ideologia viene spesso (erroneamente) sovrapposto a quello di ideologismo.

Il primo ha rappresentato uno dei “luoghi” del pensiero filosofico e politico del Novecento; il secondo, invece, individua la tendenza ad anteporre un pensiero ideologicamente orientato (e spesso preconcetto) all’osservazione della realtà sociale. L’ideologismo, in altre parole, costituisce un filtro interpretativo che tende ad adattare la realtà a uno sguardo parziale, a piegarla allo schema logico di riferimento e, in definitiva, a manipolarla. L’ideologia –  da molti frettolosamente liquidata come defunta – è invece un’altra cosa e sarà utile chiarirne brevemente le caratteristiche, anche per capire che l’ideologia (e le ideologie) non sono affatto morte (al più potrebbero esserlo alcune “narrazioni ideologiche” tardo ottocentesche).

Secondo Althusser, il concetto di ideologia riguarda

il rapporto vissuto dagli uomini col loro mondo. Questo rapporto non si rivela “cosciente” se non a condizione di essere inconscio (…). Nell’ideologia, infatti, gli uomini esprimono non i loro rapporti con le loro condizioni di esistenza, ma il modo in cui vivono i loro rapporti con le loro condizioni di esistenza, la qual cosa suppone al tempo stesso, un rapporto reale e un rapporto “vissuto”, “immaginario”. L’ideologia è allora l’espressione del rapporto degli uomini col loro “mondo”, ossia l’unità (surdeterminata) del loro rapporto reale e del loro rapporto immaginario con le loro reali condizioni di esistenza”.

Molti autori hanno contribuito a definire l’ideologia, e in particolare il suo ruolo nei processi di costruzione e legittimazione sociale. Da Karl Marx ai teorici della Scuola di Francoforte, dallo stesso Louis Althusser ad Antonio Gramsci, fino a sociologi contemporanei come Anthony Giddens e John B. Thompson. Un’importante elaborazione “moderna” è quella prodotta dal gruppo di Birmingham (il Centre for Contemporary Cultural Studies, diretto da Stuart Hall), che alla fine degli anni Sessanta assunse il concetto di ideologia althusseriano da cui discendevano conseguenze interessanti sull’analisi del sistema dei media. Fra queste, la considerazione che i media costruiscono la conoscenza sociale, riflettono la pluralità delle classificazioni sociali, ponendosi al tempo stesso come schermo e come filtro, e, infine, che essi abbiano una funzione di legittimazione delle loro stesse rappresentazioni. In tale prospettiva l’ideologia è funzionale alla perpetuazione delle strutture sociali, come
per esempio lo Stato. Nella prospettiva di Althusser, in altre parole, gli individui sono “costruiti” dall’ideologia che, a sua volta, è il senso comune, cioè l’insieme dei discorsi sociali che costituiscono la conoscenza diffusa dei soggetti sociali. La prospettiva di Gramsci, invece, fu utilizzata da Stuart Hall a partire dagli anni Settanta. L’ideologia, nell’accezione gramsciana, funziona seguendo diversi meccanismi che possono promuovere atteggiamenti e opinioni.

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