Ambiente

Tra decrescita, km 0, slogan e contraddizioni
a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z

Le scelte in campo ambientale aiutano come poche altre a comprendere la fisionomia del MoVimento 5 Stelle. Perché l’obiettivo ultimo di questo soggetto – che sarebbe ingeneroso concepire soltanto come una forza politica di nuova generazione, quanto piuttosto come un indicatore sociale di bisogni che tengono insieme le aspirazioni dei singoli, il conflitto territoriale ed un repertorio di valori che guarda all’orizzonte globale – sta innanzitutto nel rivendicare il principio della democrazia diretta. Nonché nel sovvertire l’ordine costituito che deriva, anche a causa di una pessima legge elettorale, dalle dinamiche ingessate della rappresentanza.

In qualche modo (qui si riconosce un primo principio d’efficienza) nell’accorciare la filiera del cambiamento irrompendo a suon di curriculum e pseudo-primarie via internet, come di fatto è avvenuto durante le ultime elezioni, nelle aule frequentate troppo a lungo dai politici di carriera.

C’è di più, forse. C’è la conferma, per riprendere quanto sostiene al riguardo Carlo Galli, che il “disagio della democrazia” nel nostro paese è profondo, che la malattia aggredisce le relazioni istituzionali e la febbre di M5S ne rappresenta il sintomo più evidente. Al punto da giustifi care come terapia estrema (ci riferiamo alle ipotesi circolate all’inizio di questa legislatura) un parlamento senza esecutivo, una governance senza governo (…).

Questo testo è un abstract. Il testo completo di questo saggio è disponibile nel volume, in libreria dal 7 maggio 2014, per acquistarlo clicca qui.